Questa paretina di calcare bianchissimo sorge nelle vicinanze della più famosa e frequentatissima falesia di Civate. A differenza di quest'ultima, la paretina dei Laghetti è poco conosciuta e poco frequentata. D'altronde l'arrampicata non è tra le più esaltanti, ma direi molto particolare. Avete presente Benigni nel film "il Mostro" quando fa finta di camminare tutto accovacciato per sfuggire al portinaio? Immaginatevi a salire una parete verticale in questo modo e avrete capito l'essenza dell'arrampicata alla falesia dei Laghetti: una lastra liscissima intervallata da lame e buchi, piedi spalmati sul liscio ad altezza ombelico, ginocchia praticamente in bocca e falangi in un buco, tana di qualche abominevole animaletto.
Raccomandazione ai corti di statura: astenetevi dal ricordare che noi alti siamo avvantaggiati! La natura vede e provvede..... |
Accesso
Dalla superstrada Milano-Lecco si esce a Civate. Si seguono le indicazioni per San Pietro al Monte. Al termine della strada, dopo una ripidissima salita, si lascia l'auto presso uno spiazzo sterrato. Si prosegue a piedi in salita per una stradina asfaltata con divieto di transito. Si supera la frazione Pozzo e il crotto del Capraio. Al bivio si prende a destra e dopo qualche metro a sinistra per un evidente sentiero che sale nel bosco. Si supera una fontana, poi una casa sulla sinistra e dopo qualche minuto si vede un'evidente placca bianca sulla destra oltre una grande radura (indicazioni falesia dei laghetti). (20 minuti dalla macchina) |
Clima
Esposizione: SUD. Si arrampica tutto l'anno. |
Roccia e Chiodatura
La roccia è un calcare bianchissimo e assolutamente compatto. La chiodatura ottima a fittoni resinati. |
Difficoltà
La parete è una placca appoggiata. Le difficoltà vanno dal 4 fino al 6c. Molte vie non sono ancora state liberate, e secondo me non lo saranno mai. Vanno al limite dell'aderenza immaginabile. Alcune vie infatti sono state attrezzate con prese artificiali. |
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