A cura di Jimmy Palermo

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Jimmy Palermo, Veronica"Marmotta"Rubini con la collaborazione di Andrea Pavan, Marco Ripamonti, Marco Binda, Andrea Stevanato e Lorella Saccardin

Ambiente stupendo. Durante l'avvicinamento a piedi si attraversa un bellissimo bosco di castagni molti dei quali secolari. Dalla parete si ha una meravigliosa vista sul sottostante lago di Mezzola, sulla bassa Valtellina e sulla cerchia di montagne che va dal Pizzo Stella al monte Legnone passando dal pizzo Badile. Le caratteristiche di arrampicata ricordano quelle della Corma di Machaby, in Valle d'Aosta. Salita purtroppo a volte discontinua a causa di cenge erbose e/o boscose. Sul versante su cui corre la via sono presenti altre vie disattrezzate aperte da Ivan Guerini che comunque non dovrebbero essere state incrociate.


Difficoltà
Difficoltà: 5c (obbligato)
12 Lunghezze di corda
Dislivello: 380 metri
Sviluppo: circa 600 metri

Accesso
Acesso automobilistico

1) Da Como seguire la statale Regina fino al termine di Sorico. Poco prima del Ponte del Passo prendere la carrozzabile che si stacca a sinistra che in 5 km porta ad Albonico (420 mt). Poco prima di entrare in paese si stacca sulla sinistra la via Peschiera. Proseguire su questa a volte su sterrato ancora per 1,5 km fino alla località il Forno (592 mt). Qui in un pratone, al cui inizio c'è un cartello di legno sostenuto da un palo giallo di un gasdotto che indica la direzione "Albonico vecchia", si parcheggia.

2) Da Lecco conviene seguire la ss36 verso Sondrio e, superate le ultime gallerie di Colico, continuare sempre lungo la 36, non più a doppia corsia, verso Chiavenna. Giunti a circa metà del primo rettilineo si svolta a sinistra (direzione Como) attraversando il Pian di Spagna e giungendo al Ponte del Passo. Attraversatolo si svolta a destra. Qui si seguono le indicazioni dell'accesso precedente.



A piedi

Premessa: i termini destra e sinistra sono riferiti al senso di marcia.
Dal parcheggio si imbocca l'evidente sentiero indicato dal cartello di legno. Si incontrano pure le prime "M" in vernice gialla che aiutano a non perdersi. Dopo i primi ripidi tornanti si raggiunge un bivio. Si svolta a sinistra e si raggiunge una baita diroccata con una cappella votiva dedicata alla madonna. Si attraversa un rigagnolo e si prosegue in direzione di una chiesetta (fontanella nei suoi pressi). La si evita, abbandonando il sentiero principale, puntando verso destra ad una radura erbosa delimitata a monte da un muretto a secco nei pressi del quale si attraversa un altro rigagnolo spesso secco. Qui si imbocca una ripida traccia che passa sotto a dei tralicci per la corrente e sbuca, dopo aver attraversato una zona colonizzata da felci, in un'altra radura erbosa con un nucleo di baite diroccate. Si va a destra e si attraversa una zona fangosa. Poco dopo le "M" in vernice diventano verdi. Si giunge praticamente in piano ad una radura e il sentiero viene soffocato durante la bella stagione da gigantesche felci. Al centro della radura c'è un traliccio (molte "M" in vernice verde su di esso!!!). Si svolta a sinistra (verso monte) e lo si punta alla meglio. Raggiuntolo si prosegue decisi verso monte e giunti ancora nel bosco si notano due baite. Vi si passa in mezzo e si segue un tracciolino ("M" sempre in vernice verde) che porta ad una baita diroccata sotto un grosso masso. Si passa in salita alla sua destra e successivamente il sentiero compie una serie di tornanti che portano a una baita con alle spalle un ciclopico masso sotto cui c'è un'antica stalla. Si prosegue oltre la baita e si inizia a salire molto ripidamente ("M" sempre in vernice verde). Giunti faticosamente in vista dello sbocco di un canalone si svolta a sinistra evitandolo (qui le "M"diventano di colore rosso!!!). Si segue la traccia molto evidente aiutandosi con le numerose "M" in vernice rossa fino ad un ghiaione nascosto nel bosco. Ormai si è arrivati. Si seguono le poche "M" ora bianche che portano nel cuore del ghiaione. Qui finiscono i segnali in vernice. Si risale al meglio l'ultima parte del ghiaione fino a sotto le pareti. Qui un grosso ometto indica la placca dove attacca la via segnalata da una freccia in vernice bianca.Il tutto richiede 1-1.30 ore per circa 350 mt di dislivello. Attacco a circa 870 msl.

Clima
Esposizione Est Sud Est (ESE)
Consigliate le mezze stagioni. Il posto è spesso ventilato.

Roccia e Chiodatura
Granito
Aperta dal basso con limitato uso di fix
Successivamente "addomesticata" per i ripetitori
Attrezzata a fix inox da 10 mm
Soste con due fix e maillon per la discesa in doppia
Roccia da discreta a stupenda
10 metri dopo il termine della via c'è il libro di vetta
Portare due corde da 50 mt, 10 rinvii e una serie di friend e nut poiché i tratti in fessura sono da proteggere.

































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