A cura di Alessandro Superti

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La val del Drogo è un luogo realtivamente isolato, di recente valorizzazione, che ricorda lontanamente l'Albigna. Si arrampica su un ottimo gneiss granitoide, sempre esposti al sole, con un panorama ampio sulla vicina Bregaglia e sull'adiacente lago artificiale del Truzzo. Le vie presentano caratteristiche simili: attrezzatura a fix, soste con 2 punti di ancoraggio, prevalenza di arrampicata in fessura e in placca. L'avvicinamento è allietato da un sentiero incredibile che con ampie svolte sale dolcemente fin nei pressi della diga: una scalinata di blocchi posati dagli alpini all'inizio del secolo ad uno ad uno, in mezzo a cascatelle e boschi di larici.

Accesso
da Colico si seguono le indicazioni per Madesimo e il Passo dello Spluga. Poco dopo Chiavenna si devia a sinistra per Olmo e San Bernardo. Giunti quasi al termine della strada si parcheggia presso la centrale Enel di San Bernardo (1100 m) e si imbocca il sentiero per il Rifugio Carlo Emilio (cartelli indicatori). Dopo circa due ore, giunti in vista della casa dei guardiani della diga, si abbandona il sentiero quando diventa pianeggiante e si sale per prati e gande verso l'evidente Avancorpo della Torre dell'Aquila Verde raggiungendolo in 15 minuti.

Clima
Vista la quota si arrampica prevalentemente in estate o nelle mezze stagioni in giornate soleggiate.

Roccia e Chiodatura
Roccia: granito. Arrampicata in fessura e in placca. Attrezzatura a fix, soste con 2 punti di ancoraggio

Difficoltà
6a/6b



 
 
Piantina della parete. Un click per ingrandirla.


Le vie (da sinistra a destra faccia a monte)

1
L'ombra della luce
(A. Superti-G. Bonfanti, 1995; 150 m - 5 lunghezze - 6b+ max oppure 6a/A1, obbligo 5c). Bellissima arrampicata su parete verticale, prevalentemente in fessura Attrezzata a fix; utili dadi e friends medi (eventualmente una staffa per il tratto in A1)
2
Horror vacui
(A. Superti-L. Duico, 1998; 120 m - 4 lunghezze - 6b obbligatorio). Splendida arrampicata in placca, omogenea e molto logica, con il quarto tiro abbastanza delicato. Attrezzata a fix; utili i dadi medio-piccoli.
3
L'azzurra lontananza
(A. Superti-D. Geminian-G. Bonfanti, 1995; 200 m - 8 lunghezze - 5c/A1, obbligo 6a). Via di carattere esplorativo, poco attrezzata, che riserva qualche bel tiro. Segue sistemi di fessure intervallati da placche, fino allo strapiombo terminale. Attrezzata a chiodi e fix; utile una serie di dadi e friends (eventualmente una staffa per il penultimo tiro in artificiale).


Tutte le vie terminano su una grande cengia erbosa, denominata Sedula dal Viee, che si percorre agevolmente in discesa fino alla base delle vie.
Dalla sommità invece si arriva alla base della Torre dell'Aquila Verde, dove è posto l'attacco della via Kaleidoscope.

4
Kaleidoscope
(A. Superti-C. Kammer, 1997; 150 m - 5 lunghezze - 6a+, obbligo 6a). Itinerario molto bello che segue nella prima parte una divertente fessura; giunti sotto un tettino lo si aggira a destra e si prosegue per placche e diedrini fin sotto l'ometto di vetta. Attrezzata a fix, utili dadi e friends medi. Discesa con tre doppie da 50 m lungo la via









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